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Referendum 2011

3 SI per il Pianeta

La Corte Costi­tu­zio­nale, dopo l’esame della Corte di Cas­sa­zione, ha rico­no­sciuto la costi­tu­zio­na­lità di due que­siti refe­ren­dari con­tro la pri­va­tiz­za­zione del ser­vi­zio idrico inte­grato e di uno con­tro la costru­zione di cen­trali nucleari nel nostro Paese.

I tre que­siti
Trat­tan­dosi di refe­ren­dum abro­ga­tivi, saremo chia­mati a pro­nun­ciarci sull’eliminazione di parti di nor­ma­tive nazio­nali vigenti. Volendo quindi abro­gare una norma, alle domande ripor­tate sulle schede si dovrà rispon­dere “SI”.

Va ricor­dato che, per­ché il refe­ren­dum sia valido, è neces­sa­rio che si rechino ai seggi il 50% più 1 degli aventi diritto al voto. Si tratta di un obiet­tivo dif­fi­cile che negli ultimi anni non è mai stato rag­giunto per gli altri que­siti refe­ren­dari pro­po­sti. È comun­que un obiet­tivo pos­si­bile per­ché i temi pro­po­sti riguar­dano la vita di tutti noi. Ne è prova l’enorme inte­resse che abbiamo colto nelle ita­liane e negli ita­liani che hanno affol­lato i ban­chetti per la rac­colta delle firme, nono­stante il gene­rale silen­zio da parte dei mezzi di informazione.

Il WWF è stato pro­ta­go­ni­sta, all’interno dell’ampio Movi­mento dei Forum dell’acqua, della rac­colta delle firme per i refe­ren­dum con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua. Una rac­colta che si è tra­dotta in un risul­tato ecce­zio­nale, mai rag­giunto prima: sono stati oltre 1.400.000 gli ita­liani e le ita­liane che hanno fir­mato gra­zie all’impegno di migliaia di volon­tari che hanno orga­niz­zato ban­chetti, ini­zia­tive e dibat­titi in tutti i Comuni d’Italia. Asso­cia­zioni, sin­da­cati, dio­cesi, cen­tri sociali, comi­tati locali, ammi­ni­stra­zioni comu­nali, si sono mobi­li­tati come mai era acca­duto in passato.

Discorso un po’ diverso per il refe­ren­dum sull’energia nucleare che è stato invece pro­po­sto da una forza poli­tica, l’Italia dei Valori. Ma se le moda­lità di richie­sta dei refe­ren­dum e di rac­colta delle firme neces­sa­rie sono state dif­fe­renti, uguale rimane l’obiettivo: far vin­cere i SI. Il WWF ha con­di­viso il per­corso refe­ren­da­rio nella con­vin­zione che la scelta dell’energia nucleare è ancora oggi la più costosa, inu­tile e peri­co­losa, esat­ta­mente come lo era nel 1987 quando il popolo ita­liano, a stra­grande mag­gio­ranza, disse no allo svi­luppo di que­sta fonte di ener­gia.

Primo que­sito acqua

Si pro­pone l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, rela­tivo alla pri­va­tiz­za­zione dei ser­vizi pub­blici di rile­vanza eco­no­mica. Abro­gare que­ste norme signi­fica con­tra­stare l’accelerazione sulle pri­va­tiz­za­zioni e la defi­ni­tiva con­se­gna al mer­cato dei ser­vizi idrici in que­sto Paese.

Secondo que­sito acqua

Si pro­pone l’abrogazione dell’art. 154 del Decreto Legi­sla­tivo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limi­ta­ta­mente a quella parte che con­sente al gestore di otte­nere pro­fitti garan­titi sulla tariffa, cari­cando sulla bol­letta dei cit­ta­dini un 7% in più, senza alcun col­le­ga­mento a qual­siasi logica di rein­ve­sti­mento per il miglio­ra­mento qua­li­ta­tivo del ser­vi­zio.

Que­sito nucleare

Il que­sito prin­ci­pale chiede di abro­gare la norma per la “rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio nazio­nale di impianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare” (legge 133/2008). Gli altri punti toc­cati dai que­siti riguar­dano la “loca­liz­za­zione” delle cen­trali, le “pro­ce­dure auto­riz­za­tive” e altre norme con­nesse.

3 sì per il Pia­neta
Il WWF è oggi mobi­li­tato per il rag­giun­gi­mento del quo­rum e per la vit­to­ria dei SI a tutti e tre i referendum.

Così facendo chie­diamo una gestione cor­retta dell’acqua, una risorsa indi­spen­sa­bile per la soprav­vi­venza dell’ecositema, che non ne fac­cia una merce su cui fare pro­fitto , ed una poli­tica ener­ge­tica che­punti sul rispar­mio ener­ge­tico e sulle fonti alter­na­tive, soste­ni­bili e rinnovabili.

Non dob­biamo nascon­derci che sarà una bat­ta­glia dif­fi­cile per­ché die­tro chi vuole la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e la costru­zione di cen­trali nucleari ci sono inte­ressi eco­no­mici enormi che faranno di tutto per far calare una cor­tina di silen­zio sui referendum.

Pro­prio per que­sto la società civile, l’associazionismo, il mondo del volon­ta­riato, i sin­goli cit­ta­dini saranno fon­da­men­tali.